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«La legge di riforma sugli interporti? Importante punto di partenza»

Secondo Matteo Gasparato, presidente della UIR, associazione che riunisce i 26 interporti italiani, le nuove norme riportano «gli interporti al centro dell'attenzione politica». Nel frattempo, il MIT sta erogando fondi per lo sviluppo interportuale e la digitalizzazione

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«La legge di riforma dell’interportualità è un importante punto di partenza che viene avversato non per sbaglio da una certa parte politica». Questa la convinzione di Matteo Gasparato, presidente di UIR, l’associazione che riunisce i 26 interporti italiani.
«Riteniamo necessario procedere con l’approvazione di una norma – sottolinea Gasparato – che ha riportato gli interporti al centro della scena politica e legislativa, dopo anni di disinteresse totale da parte di compagini di governo e di gruppi di pressione. Non dimentichiamo che questo è un disegno di legge che nasce da una proposta fatta da UIR nel 2018, riprendendo il testo che aveva come prima firmataria l’on. Velo».

Non tutto però sta andando per il verso giusto: «Sono intervenuti emendamenti peggiorativi – rimarca Gasparato – che, nei giorni scorsi, abbiamo già sottoposto all’attenzione del governo e dei firmatari. Ci impegneremo perciò nell’iter parlamentare al fine di migliorare la proposta».
«Non va dimenticata inoltre – aggiunge il presidente – l’attenzione al nostro settore da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha stipulato a novembre 2023, con 12 interporti, convenzioni con un contributo ministeriale assegnato pari ad oltre 11 milioni e 150 mila euro, a fronte di risorse messe a disposizione dagli interporti pari ad oltre 19 milioni».

Gasparato ricorda ancora che lo scorso 23 febbraio è stato pubblicato un ulteriore bando dal MIT, con un budget complessivo di 10 milioni di euro per cofinanziare progetti fino a 20 milioni, riservato in esclusiva alla digitalizzazione degli interporti: «Quest’ultimo bando prevede la possibilità di utilizzare queste risorse anche per spese retroattive e non ancora completamente sostenute alla data di pubblicazione a partire da febbraio 2020. In questo senso hanno manifestato interesse 21 interporti per 19,8 milioni di progettazione su 5 diverse azioni: tos, connettore, banda larga, cybersecurity e gate automation».

UIR coordina un gruppo di lavoro per armonizzare i progetti, all’interno di una gestione federata dei fondi messi a disposizione dal MIT destinata a raggiungere gli obiettivi del PNRR.
«Al termine – conclude il presidente – gli interporti italiani disporranno di dotazioni tecnologiche efficientate, saranno eFTI compliance (ovvero potranno usufruire di informazioni elettroniche sul trasporto merci – ndR) e comunicheranno con la PLN (Piattaforma Logistica Nazionale) e le autorità portuali secondo standard europei e certificati».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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