Quando si sceglie un percorso formativo, la prima domanda dovrebbe essere sempre la stessa: e poi, dove vado a lavorare? Se la risposta interessa, oggi la logistica vince di larga misura. Lo dicono i numeri di Unioncamere–Excelsior raccolti nella quinta edizione di «100 Numeri per capire l’autotrasporto», il volume che sarà presentato a Milano, all’interno del Transpotec il 15 maggio alle 14.
Negli ultimi cinque anni la richiesta di figure logistiche è quasi raddoppiata: si è passati dai 368.140 profili cercati nel 2020 ai 687.889 del 2025. Le ricerche di magazzinieri, sospinte dall’onda lunga dell’e-commerce, sono addirittura quadruplicate. E il vecchio «addetto agli acquisti» ha smesso di lavorare da solo: oggi è affiancato — se non sostituito — dal buyer, professionista capace di leggere il mercato e disegnare strategie d’acquisto.
A questa domanda da capogiro, il sistema formativo sta finalmente dando una risposta strutturata. Merito del PNRR, che ha impresso agli ITS Academy il “balzo in avanti” annunciato da anni. Secondo l’ultimo monitoraggio INDIRE, gli iscritti complessivi al sistema sono saliti a 40.854: nel 2021 erano circa 11mila, dunque in cinque anni si sono più che triplicati. A corollario, 1.662 laboratori nuovi o potenziati con tecnologie 5.0, 1.422 percorsi formativi di qualità e 18.491 attività di orientamento che hanno coinvolto 126.783 studenti, in larga maggioranza delle scuole superiori. Se si guarda al solo anno accademico 2024/25, gli iscritti sono praticamente raddoppiati, sfondando quota 46mila.
La notizia da incorniciare arriva da Ravenna, città-porto che la logistica ce l’ha nel DNA. Per il prossimo anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale “4+2” — quella che integra istituti tecnici e professionali con i percorsi degli ITS Academy — registra in provincia un balzo del 50% rispetto all’anno precedente. E la Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna ha appena lanciato un bando di borse di studio per incentivare l’iscrizione al primo anno dei corsi ITS. Segnali che, sommati, raccontano una scelta ormai strutturale, non più di nicchia.
Ma Ravenna non è sola. In Veneto, presentato a Job&Orienta 2025, il sistema ITS conta 5.160 studenti — 2.760 al primo anno, 2.400 al secondo — con un incremento del 25% sull’anno precedente. La Lombardia resta la regione capofila per dotazione: 25 fondazioni e quasi un quarto (24,9%) dei percorsi nazionali. L’Emilia-Romagna, settima per numero di sedi ma prima per efficacia, vanta il rapporto diplomati/iscritti più alto d’Italia (85,3%) e tassi di occupazione post-diploma stabilmente sopra l’80%, in compagnia del Friuli-Venezia Giulia (88%). Nelle Marche, infine, si parla apertamente di “boom”: iscritti e corsi triplicati, e imprese che non riescono a coprire la domanda di diplomati, soprattutto su mobilità sostenibile, meccatronica e logistica.
Il quadro che ne esce è quello di un Paese che, almeno su questo fronte, ha imboccato la strada giusta. La logistica chiama, gli studenti rispondono, le scuole tecniche e gli ITS si attrezzano. Resta un dato meno rassicurante a fare da contrappeso: secondo le imprese, due profili tecnici su tre tra quelli richiesti restano comunque difficili da reperire. Il che, tradotto, significa una cosa sola: serve premere ancora sull’acceleratore. La rotta, però, è tracciata. E il prossimo 15 maggio, a Milano, si potrà leggerla per intero.


