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Autotrasporto, fermo nazionale più vicino, ma i Tir si presentano divisi: i siciliani revocano, TrasportoUnito va avanti 

Nel pomeriggio sono attese le decisioni di Unatras che potrebbe convocare il fermo nazionale a partire dal 17 maggio prossimo. Anche Anita riunisce il Consiglio nazionale per informare le aziende, ma qui i toni sono più pacati e si lavora sulla possibilità del Temporary Framework dell’Ue che potrebbe portare ad aiuti di stato più flessibili. Le grandi realtà dell’autotrasporto non vogliono lo sciopero, mentre i piccoli e i medi spingono per un’azione dimostrativa nella speranza di essere fermati dal Governo. Intanto, si spegne il focolaio siciliano con la convocazione per il 22 aprile da Salvini e si accende il fronte ligure con TrasportoUnito che tira dritto e fa sapere che per 5 giorni, a partire da lunedì 20 aprile, i motori rimarranno spenti

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Lo spettro del fermo è sempre più vicino, ma all’appuntamento con la protesta, dopo lunghe settimane di impennata dei costi del carburante con pochissime risposte da parte del Governo alle richieste della categoria, il popolo dei Tir si presenta diviso. I siciliani, guidati da Salvatore Bella, hanno appena comunicato di aver revocato il fermo, iniziato nei maggiori porti dell’isola due giorni fa, a seguito della convocazione arrivata ieri sera da parte del ministro Salvini che incontrerà una rappresentanza a Porta Pia il 22 aprile prossimo. “Restiamo in stato di agitazione – ha confermato Bella in un video diffuso sui social – ma per ora torniamo a lavorare in attesa di portare al ministero le nostre richieste”. 

TrasportoUnito spegne i motori per 5 giorni

TrasportoUnito, invece, tira dritto verso il blocco totale dei servizi a partire da lunedì 20 aprile, nonostante i rilievi della Commissione Garante per gli Scioperi che nelle scorse settimane ha puntato il dito sulle modalità di convocazione del fermo In particolare, la commissione non ha ritenuto valido il periodo di preavviso che in caso dell’autotrasporto deve essere di 25 giorni. La conferma arriva da Maurizio Longo, storico leader dell’associazione particolarmente presente in Liguria, in prossimità dei porti di Genova e La Spezia. Il fermo di cinque giorni partirà dalle ore 24 di domenica e fino al 24 aprile. “L’aumento nel costo dei carburanti – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito in una nota – ha fatto deflagrare una crisi di una gravità senza precedenti; e ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente; paradossalmente l’unica istituzione che ha prestato attenzione all’autotrasporto è la commissione sciopero dei servizi pubblici essenziali che ha in modo reiterato provato a frapporre ostacoli a un fermo che è lo specchio di una imprenditoria ormai soffocata dai debiti e avviata inesorabilmente sulla strada del fallimento”.

Unatras nel limbo tra grandi e piccoli

Intanto nel pomeriggio sono attese le decisioni del comitato esecutivo di Unatras che potrebbe convocare il fermo su tutto il territorio nazionale. Ma sarebbe a lungo termine proprio per le regole sugli scioperi che impongono un preavviso di 25 giorni, lo stop potrebbe partire solo dal 17 maggio prossimo, proprio alla chiusura del Transpotec Logitec, la fiera di riferimento del settore che si apre a Milano il 13 maggio (e va avanti fino a sabato 16). Quindi, una proclamazione che difficilmente si tradurrebbe in uno sciopero vero e proprio, in grado di mettere in ginocchio l’economia nazionale come succedeva negli ultimi anni del secolo scorso e nei primi di questo, ma una dimostrazione di forza con un Governo che dovrà trovare il modo di dare alla categoria sostegno in questa situazione emergenziale. Tanto più che anche all’interno di Unatras c’è chi sfodera la sciabola ed è pronto a scendere in piazza e chi mostra maggiore prudenza, in particolare le grandi realtà del settore.

Anita convoca oggi il Consiglio nazionale

Infine, anche Anita riunisce oggi il Consiglio nazionale per informare le aziende, ma qui i toni sono più pacati e si lavora sulla possibilità di trovare una via d’uscita dopo l’ok dell’Ue alla flessibilità degli aiuti di stato che con ogni probabilità arriverà il 23 aprile nel Consiglio informale di Cipro. Le grandi realtà dell’autotrasporto, che Anita rappresenta, non vogliono il fermo, e come è successo anche in passato, preferirebbero rimanere nelle stanze istituzionali a cercare una soluzione al momento difficile. Una possibilità, lo ribadiscono, sarebbe il Temporary Framework che l’Europa sta mettendo a punto e che prevede alcune flessibilità per gli aiuti di stato verso il settore del trasporto stradale. La bozza di documento dellUe concede la possibilità di sforare i vincoli dal 1° marzo al 31 dicembre 2026 con contributi diretti, agevolazioni fiscali, prestiti, garanzie, strumenti rimborsabili e una copertura massima fino al 50% degli extracosti del carburante, che potrebbero arrivare al 100% se l’aiuto è rimborsabile. Contiene anche la possibilità di cumulare gli aiuti, di erogare le somme in anticipo, effettuare i controlli ex post e di predisporre regimi semplificati fino a 50.000 euro erogati sulla base di una stima generale, senza assessment individuale. 

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