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Sangritana sbarca sul Tirreno con un treno fino a Livorno

La compagnia abruzzese, partecipata dai trasportatori di Transadriatico, gestisce direttamente per Bertani Trasporti il collegamento Fossacesia-Torino di Sangro–Bologna San Donato–Livorno Calambrone, dedicato ai furgoni prodotti nello stabilimento Stellantis di Atessa.

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In una fase particolarmente difficile per il trasporto ferroviario delle merci, Sangritana sceglie di andare in controtendenza. Mentre il settore perde competitività e quote di mercato a causa delle numerose interruzioni, deviazioni e limitazioni di capacità provocate dai cantieri aperti sulla rete nazionale, molti dei quali finanziati attraverso il PNRR, l’impresa ferroviaria abruzzese gestisce direttamente collegamento Fossacesia-Torino di Sangro, Bologna San Donato e Livorno Calambrone è effettuata per conto di Bertani Trasporti, operatore specializzato nella logistica automotive. I convogli trasportano i furgoni prodotti nello stabilimento Stellantis di Atessa, in Val di Sangro, fino al terminal ferroviario del porto toscano. Il primo treno carico, gestito direttamente da Sangritana, è partito da Bologna San Donato il 9 agosto 2026 diretto a Livorno. Il giorno successivo è stato effettuato da Livorno Calambrone il corrispondente convoglio vuoto di ritorno. Il servizio utilizza la locomotiva elettrica E494.563 di Railpool ed è svolto sull’intera relazione da personale Sangritana.

L’apertura della relazione assume un significato particolare per il momento in cui avviene. Il trasporto ferroviario delle merci sta affrontando le conseguenze del vasto programma di rinnovo e potenziamento dell’infrastruttura nazionale: lavori necessari per modernizzare la rete, ma che nella fase di realizzazione riducono la capacità disponibile per i treni cargo.

Chiusure temporanee, circolazione su un solo binario, allungamento degli itinerari e deviazioni su linee alternative incidono sui tempi di percorrenza e sui costi delle imprese ferroviarie. A questi problemi si aggiungono la difficoltà di programmare i servizi, la minore disponibilità delle tracce e la necessità di impiegare più personale e materiale rotabile per completare le stesse rotazioni. Il rischio è che una parte dei clienti, di fronte a tempi meno prevedibili e costi crescenti, riporti le merci sulla strada. Fermerci, principale associazione del settore, ha denunciato da tempo una perdita di quote di mercato del cargo ferroviario proprio negli anni in cui le politiche europee e nazionali indicano nel trasferimento modale uno degli strumenti principali per ridurre le emissioni dei trasporti. In questo scenario, Sangritana non si limita a mantenere le relazioni esistenti, ma ne aggiunge una nuova, ampliando la copertura geografica e collegando direttamente il polo automotive abruzzese con il sistema portuale tirrenico.

Da Trieste e Novara fino a Livorno

La società aveva finora sviluppato la propria offerta soprattutto lungo la dorsale adriatica e sulle direttrici dirette verso il Nord Italia e i valichi internazionali. Partendo dalla Val di Sangro e dall’Interporto d’Abruzzo, Sangritana ha progressivamente esteso le proprie competenze fino a Trieste Campo Marzio, Villa Opicina, Verona Quadrante Europa e Novara Boschetto.

Sangritana, inoltre, opera anche nel trasporto combinato di semirimorchi P400, utilizzando come basi l’Interporto d’Abruzzo, l’Interporto delle Marche e il terminal intermodale di Saletti. A queste attività si aggiungono i servizi di manovra sul raccordo Saletti–Fossacesia-Torino di Sangro, nello scalo Walter Tosto di Chieti e all’Interporto d’Abruzzo.

Il nuovo assetto dopo l’ingresso di Transadriativo

L’espansione arriva a meno di un anno dall’ingresso nel capitale di Transadriatico, uno dei più importanti consorzi italiani di autotrasportatori, con sede a Grottammare e una forte specializzazione nel trasporto e nella distribuzione dei carburanti. Nel novembre 2025 il consorzio ha acquisito il 30% di Sangritana, mentre il restante 70% è rimasto a Tua, società controllata dalla Regione Abruzzo. L’intesa prevede la possibilità per Transadriatico di salire successivamente al 51%, subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi economici e industriali previsti dal piano di sviluppo. L’operazione, promossa per costruire un soggetto logistico integrato e rafforzare i collegamenti tra porti, interporti e aree produttive, era stata anticipata da Uomini e Trasporti nell’articolo “Transadriatico acquisisce la Sangritana Cargo”. La conclusione dell’acquisizione e il nuovo assetto societario sono stati successivamente raccontati in “Transadriatico-Sangritana: formalizzata l’acquisizione. Mori ad della compagnia cargo”. Con il closing è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione: Fausto Memmo presidente, Natalino Mori consigliere e amministratore delegato, affiancati dai consiglieri Francesca Isgrò, Tonia Paolucci ed Enrico Di Sipio.

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