HomeProfessioneLogisticaDai carri ai 1.175 viaggi al giorno: Autamarocchi compie 40 anni e punta oltre i 300 milioni

Dai carri ai 1.175 viaggi al giorno: Autamarocchi compie 40 anni e punta oltre i 300 milioni

Nata a Trieste nel 1986 dall’incontro tra Auta e Marocchi, Autamarocchi festeggia quarant’anni con un fatturato 2026 atteso a 277,6 milioni di euro, 1.070 dipendenti e una flotta di 749 camion. Ma la storia imprenditoriale della famiglia Zabai comincia molto prima, con un carrettiere friulano all’inizio del Novecento. Dopo l’acquisizione di Fratelli Dissegna, il gruppo guarda ora a una nuova fase di sviluppo europeo, con l’obiettivo di superare i 300 milioni di ricavi entro due anni.

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Prima dei container, dei semirimorchi e dell’intermodalità c’erano i cavalli. Per raccontare i quarant’anni di Autamarocchi bisogna infatti tornare molto più indietro del 1986, fino all’inizio del Novecento, a Bertiolo, in Friuli, dove il bisnonno dell’attuale presidente e fondatore Oscar Zabai faceva il carrettiere. È da lì che prende avvio una storia familiare legata al trasporto che attraversa oltre un secolo e quattro generazioni. Il primo passaggio dalla trazione animale al motore arriva nel 1946, con l’acquisto del primo camion. Cinque anni dopo nasce Auta-Udine e nel 1976, a Trieste, Auta Container Service SpA. Ma la svolta arriva dieci anni più tardi. Nel 1986 l’incontro con la concorrente Marocchi SpA dà vita ad Autamarocchi, segnando contemporaneamente l’inizio di una fase di crescita e l’apertura dell’impresa al mercato internazionale.

È questa data che l’azienda ha celebrato a Villa Russiz, riunendo oltre trecento dipendenti, la famiglia e rappresentanti delle istituzioni. Sul palco, insieme a Oscar Zabai, l’amministratore delegato Roberto Vidoni e Chiara Calandruccio, entrata in azienda nel 2024 dopo la scomparsa del marito Alessandro Zabai. Intanto si affaccia nel board anche Alessio, nipote del fondatore e rappresentante della terza generazione.

Dalle acquisizioni all’intermodalità europea

La crescita di Autamarocchi è passata anche attraverso fusioni e acquisizioni. L’operazione più recente e significativa è quella del 2025 con Fratelli Dissegna, azienda veneta specializzata nel trasporto intermodale, che ha rafforzato la dimensione europea del gruppo e il peso del trasporto combinato nel suo modello di business. Oggi Autamarocchi non è più soltanto l’operatore di trasporto container delle origini. Le attività si distribuiscono tra trasporto container, che vale il 40% dei ricavi, Full Truck Load europeo con il 32%, intermodale marittimo e ferroviario con il 25% e depositi container e manutenzione con il restante 3%.

Una trasformazione che si legge soprattutto nei numeri. Per il 2026 il gruppo prevede di raggiungere il proprio massimo storico di fatturato, 277,6 milioni di euro, il 3,7% in più rispetto ai 267 milioni del 2025 e il 56,8% sopra i 177 milioni del 2021. Una crescita sulla quale ha inciso anche l’acquisizione di Dissegna e che arriva dopo la fase di consolidamento attraversata nel biennio 2023-2024. Il mercato italiano continua a rappresentare il cuore dell’attività, generando l’83% dei ricavi, mentre il 12% arriva dalle società controllate all’estero e il restante 5% dalle altre attività di trasporto.

Una rete da oltre mille dipendenti

Anche la dimensione operativa restituisce la strada percorsa dal primo camion acquistato nel Dopoguerra. Dalla sede triestina vengono oggi coordinati oltre 1.070 dipendenti diretti, 749 camion e più di 2.350 tra semirimorchi e casse mobili, ai quali si aggiungono 253 GenSet destinati ai trasporti reefer a temperatura controllata. L’azienda muove in media 1.175 viaggi al giorno e collega 20 unità locali italiane con 13 società controllate e filiali distribuite in nove Paesi europei e in Turchia. «Festeggiamo i 40 anni di attività guardando alla nostra storia, ma fortemente proiettati verso il futuro», ha detto Zabai, indicando nella capacità di continuare a investire uno dei fili conduttori dello sviluppo dell’azienda. E il prossimo traguardo è già fissato: superare i 300 milioni di euro di fatturato entro due anni.

Altri 100 trattori in arrivo

La crescita passerà ancora dai mezzi, ma sempre di più anche dalla tecnologia. Autamarocchi ha programmato l’ingresso in flotta di 100 nuovi trattori, con l’obiettivo di mantenere il parco ai più elevati standard europei, insieme a nuovi investimenti nella digitalizzazione, nel procurement e nei sistemi di gestione dei trasporti. «Un’azienda di trasporti non può fermarsi», ha sintetizzato l’amministratore delegato Roberto Vidoni, sottolineando come digitalizzazione e rinnovo della flotta debbano servire contemporaneamente ad aumentare la qualità del servizio e a tenere sotto controllo i costi. Per Zabai la sfida riguarda anche le persone, e in particolare gli autisti, in un mercato nel quale reperimento e gestione dei conducenti sono diventati una delle questioni centrali per la crescita delle imprese. È su questo equilibrio fra dimensione familiare e struttura industriale che Autamarocchi prova ora a costruire il capitolo successivo. Il payoff scelto per accompagnare i quarant’anni, “Where’s Next”, sintetizza la domanda che l’azienda si pone dopo essere passata, nell’arco di quattro generazioni, dal mestiere di carrettiere a una rete logistica che ogni giorno muove più di mille viaggi sulle strade e sulle direttrici intermodali europee.

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