I prezzi calmierati dei carburanti rischiano di trasformarsi in una beffa per l’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto, dopo gli interventi annunciati da Eni e, successivamente, da IP per contenere il costo di benzina e gasolio alla pompa. Una misura che può alleggerire il conto per gli automobilisti, ma che rischia di avere effetti molto più limitati per le imprese di trasporto. Il motivo è nel diverso canale attraverso il quale si approvvigionano le flotte: una parte importante dell’autotrasporto professionale acquista infatti gasolio sul mercato extrarete, attraverso forniture dirette e cisterne aziendali. «Al di là della condivisibilità della decisione di intervenire sui prezzi dei prodotti petroliferi alla pompa, sarebbe un errore gravissimo non considerare che il trasporto professionale si rifornisce in extra rete», sottolinea Uggè.
Il punto, secondo FAI-Conftrasporto, è che le compagnie petrolifere non stanno trasferendo automaticamente sull’extrarete le riduzioni praticate presso i distributori. «Le imprese di trasporto merci, che garantiscono ogni giorno il funzionamento del sistema produttivo italiano, si riforniscono in extra rete – spiega Uggè – le compagnie petrolifere non applicano il prezzo scontato anche a questi rifornimenti per cui gli autotrasportatori rischiano di essere nuovamente penalizzati dal caro carburante».
Il paradosso: i committenti chiedono tariffe più basse
Ma c’è un secondo effetto che rischia di rendere ancora più pesante la situazione. La riduzione dei prezzi visibile alla pompa starebbe inducendo alcuni committenti a chiedere agli autotrasportatori di rivedere al ribasso le tariffe, nonostante le imprese non beneficino dello stesso sconto sul carburante acquistato in extrarete.
«Per effetto di questi tetti al prezzo alla pompa, i committenti adesso chiedono riduzioni di tariffe agli autotrasportatori. Una vera beffa», denuncia il presidente di FAI-Conftrasporto. Da qui la richiesta di un intervento del Governo che tenga conto delle specificità del trasporto professionale e, soprattutto, dia seguito agli impegni già assunti nei confronti della categoria.
Uggè al Governo: accelerare sulle risorse già stanziate
Uggè richiama infatti l’accordo sottoscritto a maggio con il Governo, dopo il quale FAI e le altre federazioni avevano sospeso lo sciopero annunciato. Per il presidente della Federazione, l’intesa raggiunta con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini non può «rimanere carta straccia», ma deve essere rafforzata, accelerando l’effettiva messa a disposizione delle risorse già stanziate. «Le imprese sono in forte sofferenza e la burocrazia deve essere sollecitata ad accelerare i tempi, affinché le risorse previste arrivino rapidamente alle aziende. Il Governo ne ha il potere. Lo eserciti», afferma Uggè.
FAI-Conftrasporto chiede quindi che riprenda rapidamente il confronto tra Governo e associazioni dell’autotrasporto, anche per evitare che il malcontento torni a crescere. Secondo Uggè, senza risposte in tempi brevi e certezze sulle risorse si rischia infatti di alimentare «speculazioni e strumentalizzazioni politiche» e soprattutto «focolai di protesta non facili da gestire».


