L’autotrasporto torna a bussare a Palazzo Chigi e chiama in causa direttamente Giorgia Meloni. Lo fa con una lettera unitaria indirizzata alla presidente del Consiglio, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro Edoardo Rixi, e per conoscenza al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. A firmarla sono tutte le associazioni di rappresentanza del trasporto e della logistica presenti nel Comitato centrale dell’Albo: da Anita a Cna Fita, Confartigianato Trasporti e Fai, fino a Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative, Legacoop, Unatras, Assotir e Trasportounito. La richiesta è quella di convocare con urgenza un nuovo incontro con il Governo sul caro gasolio, in una fase che le organizzazioni definiscono di «estrema criticità». A rendere ancora più complicata la situazione si è aggiunto negli ultimi giorni un effetto paradossale delle iniziative messe in campo da alcune compagnie petrolifere per calmierare i prezzi.
Come già aveva denunciato Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto, gli sconti introdotti alla pompa da Eni e successivamente da IP possono infatti trasformarsi in un boomerang per l’autotrasporto. Le flotte professionali acquistano il carburante nell’extrarete, attraverso forniture dirette, e su questo mercato le riduzioni applicate alle stazioni di servizio non vengono automaticamente trasferite. Nel frattempo, proprio la diminuzione dei prezzi visibili alla pompa starebbe spingendo alcuni committenti a chiedere ai trasportatori una riduzione delle tariffe. È questo uno dei punti centrali della lettera inviata al Governo: «I tagli, applicati da alcune compagnie petrolifere al prezzo del gasolio alla pompa non trovano, paradossalmente, riscontro al prezzo fissato negli acquisti extrarete di cui si rifornisce prevalentemente l’autotrasporto professionale». Una situazione che le associazioni definiscono «ingiustificabile», chiedendo esplicitamente al Governo di intervenire con una «moral suasion per uniformare le condizioni di mercato».
I rialzi dell’extrarete
Il problema arriva dopo mesi nei quali il gasolio professionale ha registrato aumenti molto pesanti. Il monitoraggio Figisc pubblicato da Uomini e Trasporti aveva già mostrato che negli ultimi due mesi il prezzo medio nazionale del gasolio extrarete è aumentato di oltre l’11%, dopo un rialzo del 13,3% tra giugno e luglio.
Che cosa chiedono le associazioni
C’è una scadenza che rende urgente il confronto: il 6 ottobre termina il taglio generalizzato delle accise. Le associazioni vogliono sapere quali strumenti il Governo intenda mettere in campo dal giorno successivo e chiedono contemporaneamente di riaprire diversi dossier rimasti sul tavolo dopo l’accordo raggiunto a Palazzo Chigi il 22 maggio. Nella lettera la richiesta viene formulata in modo molto netto: «Siamo a chiedere la convocazione di un incontro urgente per affrontare l’attuale crisi, a partire dagli strumenti da mettere in campo dal 6 ottobre, quando finirà il taglio generalizzato delle accise». Ma il carburante non è l’unico tema. Le associazioni chiedono anche di aumentare le risorse destinate al credito d’imposta sul gasolio, giudicando insufficiente lo stanziamento attuale, e di spostare il termine del 31 dicembre per la compensazione del credito tramite F24. Il confronto dovrà servire inoltre a verificare che cosa sia stato effettivamente realizzato del protocollo sottoscritto a maggio con il Governo. Nell’elenco entrano l’istituzione della Consulta dell’autotrasporto e della logistica, l’erogazione dei ristori già riconosciuti alla categoria e soprattutto l’operatività del Fondo investimenti da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare.


