Cinque anni di «sopravvivenza» in più rispetto agli altri. La produzione di camion alimentati a gasolio dovrebbe infatti continuare a essere autorizzata oltre il...
Il governo italiano ha di recente varato il decreto Flussi 2023 sull’ingresso nel nostro Paese di lavoratori extra UE, decreto che – come per lo scorso anno – stabilisce una quota di ingressi riservata a coloro che sono interessati a svolgere la professione di autista di camion. Questo atto normativo, che in teoria dovrebbe servire ad arginare la carenza di conducenti di mezzi pesanti nel settore dell'autotrasporto, contiene però un paradosso: per poter venire a fare gli autisti in Italia, i lavoratori immigrati da chiamare dovrebbero già essere in possesso della CQC. Documento che però si prende soltanto in Europa. In questo modo il decreto si rivela essere un vero e proprio bluff, in quanto limita, se non addirittura impedisce, l’assunzione di personale. Come si può risolvere, allora, questo corto circuito normativo? Ne parliamo in questo episodio della serie «K44 Risponde» con Giuseppina Della Pepa, segretaria generale di Anita
Ci sono due questioni sostanziali, dovute ad alcuni cambiamenti avvenuti nella normativa europea e che quindi richiedono adesso un atto formale da Bruxelles per procedere nella concessione del beneficio. Ma c’è anche un passaggio di consegne tra due enti – da Consap a RAM – nella gestione delle procedure. Fatto sta che anche in questo caso soldi pubblici promessi tardano ad arrivare nelle tasche delle aziende di autotrasporto. Fiap avanza tre proposte per rimettere in moto le cose
Le aziende del settore hanno speso tanto di più per il gasolio e il governo, prendendone atto, ha stanziato risorse importanti per minimizzare questi sovraccosti: 200 milioni nella legge di Bilancio, altri 85 nel decreto Aiuti ter, 500 nel decreto Aiuti. Ciò che lamenta il vice presidente di Federauto delegato al settore Trucks&Van è che quasi tutti questi sostegni non sono ancora arrivati nella disponibilità delle imprese perché non sono state attivate le procedure necessarie. E allora, secondo Artusi, bisogna «rafforzare la struttura della macchina ministeriale, in primo luogo della DG Autotrasporto e della MCTC»
È una replica che ha veramente del paradossale: il decreto Flussi, come già lo scorso anno, assegna all’autotrasporto una quota di oltre 30 mila ingressi da suddividere con altri settori per colmare la carenza di conducenti. E le domande per i nulla osta si possono presentare fino al 22 marzo. Ma per poter venire a fare gli autisti i lavoratori immigrati da chiamare dovrebbero già avere una CQC. Documento, però, che si prende soltanto in Europa. E quindi in realtà non consente di chiamare nessuno…
Ci sono tre cose che storicamente mettono d’accordo il variegato e frammentario mondo dell’autotrasporto nazionale: il Sistri, che non c’è più; il contributo ART,...
Alessandro Traino è un nome di fantasia per un ipotetico autotrasportatore che vuole cambiare un po’ di veicoli commerciali della sua azienda: i suoi...
Il 2023 segna un ulteriore passo in avanti nell’applicazione del Nuovo Pacchetto Mobilità, ossia la riforma comunitaria dell’autotrasporto internazionale. Il 21 agosto tutti i veicoli industriali con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate di nuova immatricolazione dovranno montare la seconda generazione del cronotachigrafo digitale «intelligente». Una linea del tempo che proseguirà fino al 2026 con l’obbligo di sostituzione dei cronotachigrafi di generazione precedente e d’installazione anche sui veicoli commerciali con massa complessiva uguale o inferiore a 3,5 tonnellate che svolgono trasporto internazionale. In questo episodio della serie «K44 Risponde» il responsabile delle relazioni internazionali di VDO Continental, Alessio Sitran, spiega l’impatto di questi cambiamenti