Un nuovo patto tra costruttori e concessionari per affrontare la crisi dell’automotive. E’ quanto è emerso dalla Conferenza L’automotive tra sfide nazionali e condizionamenti europei», organizzata da Federauto, l’associazione che riunisce i maggiori concessionari italiani. Il fulcro dell’incontro che si è tenuto il 13 aprile presso l’Automobil Club di Milano ha puntato a rispondere a “Come rispondere alla crisi che sta colpendo in Italia e in Europa il settore dell’automotive? Dove intervenire per correggere gli elementi frenanti e rilanciare il settore? Quali strategie deve adottare la filiera per affrontare un futuro e minaccioso? E, soprattutto, quali indicazioni e quali risposte arrivano dal mercato a questi interrogativi?
Dopo il saluto del presidente dell’ACI, Geronimo La Russa, e di quello dell’AC Milano, Pietro Meda, i lavori sono stati aperti dal presidente di Federauto, Massimo Artusi, che ha lanciato la proposta di un nuovo Patto tra costruttori e concessionari, per affrontare insieme l’attuale fase di crisi dell’automotive.
Le proposte di Federauto
Artusi ha illustrato le quattro proposte che l’associazione sta portando avanti per arrivare a una sintesi con le case produttrici:
1. Una profonda revisione delle regole della decarbonizzazione che, abbandonando il dogma del calcolo delle emissioni allo scarico, venga indirizzata verso la neutralità tecnologica.
2. L’introduzione di una fiscalità equa ed equilibrata per il settore, sull’esempio dei principali paesi europei, al posto di una politica di bonus spesso episodici, scollegati e di effetto distorcente sul mercato.
3. L’aggiornamento dei Regolamenti europei in materia di distribuzione, ridefinendo – nella trasparenza – i rapporti tra produttori e concessionari e riconoscendo l’insostituibilità della funzione imprenditoriale di questi ultimi.
4. L’incoraggiamento delle competenze, incentivando la formazione di risorse giovani e femminili, a fronte della rapida evoluzione tecnologica di un settore sul quale pesano anche gli effetti della denatalità.
Nel corso del dibattito è intervenuto in collegamento video il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti e hanno inviato video messaggi il vice presidente esecutivo della Commissione Europa, Raffaele Fitto, e il ministro per l’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Un saluto è stato inviato anche dal ministro per le Imprese, Adolfo Urso. Sono anche intervenuti i parlamentari Luca Squeri e Isabella Tovaglieri.
Regole comuni e trasparenti
«La rete dei concessionari, attraverso due decenni burrascosi, ha saputo riorganizzarsi e continuare ad essere un riferimento importante di relazione e di servizi sul territorio per consumatori e Case – ha chiarito Plinio Vanini, vice presidente di Federauto – meno imprese, più strutturate, più multi-brand, ma si trova oggi ad operare in un mercato dove il cliente di riferimento si è progressivamente contratto a favore del canale del noleggio, che funziona con regole diverse, condizioni di acquisto diverse e un rapporto privilegiato con i costruttori. E che per determinati segmenti, in particolare il privato, a conti fatti rappresenta costi superiori a fronte di una dimensione di servizio meno presente rispetto ai dealer. Una disparità strutturale che sta minando seriamente la capacità di fare impresa per il settore dei concessionari, che conta 90mila occupati diretti e 4,1 miliardi di investimenti netti sostenuti nel 2024. La distribuzione automobilistica è una filiera, non una somma di interessi contrapposti: affinché questa sia solida e competitiva, non possono esserci anelli deboli e velocità diverse al suo interno. Costruttori, importatori, noleggiatori e concessionari devono operare secondo regole comuni e trasparenti: occorre aprire un tavolo di confronto per giungere a nuove regole, coinvolgendo tutti gli attori della filiera stessa».


