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74,6%: è la quota di aziende di autotrasporto che non utilizza ancora l’IA

L’intelligenza artificiale è percepita come un’opportunità per migliorare il lavoro, ma resta poco presente nella quotidianità delle imprese. Se da un lato prevale una visione aperta alla sua introduzione, dall’altro l’adozione concreta è ancora limitata e circoscritta a poche applicazioni

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Quanto è presente oggi l’intelligenza artificiale nella vita quotidiana di un autista? Come viene percepita e quanto è già applicata nelle imprese di trasporto? I risultati di un nostro sondaggio restituiscono un quadro ancora in evoluzione, sospeso tra curiosità, prudenza e prime sperimentazioni.

Sul piano della percezione prevale una visione aperta al cambiamento: il 44,2% degli intervistati – la quota più rilevante – ritiene che l’IA sarà un aiuto concreto nella gestione del lavoro degli autisti. Un’altra quota significativa, pari al 32,3%, considera tuttavia prematuro esprimere un giudizio, mentre il 23,5% prevede un impatto marginale.

Tra i commenti, c’è chi sottolinea come i benefici si estenderanno oltre la guida, coinvolgendo l’intera organizzazione aziendale, come Simon V., secondo cui «ci sarà un aiuto concreto per gli autisti, specie nei sistemi di guida, ma il cambiamento più rilevante riguarderà le imprese di trasporto, dove alcune funzioni amministrative e di pianificazione potrebbero essere integrate e in parte sostituite dall’intelligenza artificiale».

AI: Adozione Insufficiente

Se si passa dalla percezione alla realtà operativa, il quadro cambia sensibilmente. Il 74,6% degli intervistati dichiara infatti che nella propria azienda non sono ancora utilizzate soluzioni basate su IA.

Tra chi le ha introdotte, le applicazioni restano circoscritte: il 12,7% nella pianificazione e gestione dei flussi, il 10,6% a bordo veicolo (per sicurezza, assistenza e analisi dei dati) mentre solo una quota residuale (il 2,1%) le adotta in entrambe le aree.

Il digitale che fatica ad affermarsi

Anche sul fronte della digitalizzazione dei processi emerge un quadro ancora prudente. La gestione dei documenti di trasporto (come e-CMR, POD) resta prevalentemente ibrida: il 52,5% alterna digitale e cartaceo, mentre il 32,5% lavora ancora soprattutto su carta. Solo il 7,5% dichiara una gestione completamente digitale.

Sul fronte degli investimenti in digitalizzazione e IA, il settore appare diviso tra chi si è già mosso e chi è ancora in fase di valutazione: il 40,7% ha investito con risorse proprie e una quota identica sta considerando di farlo, mentre resta limitato il ricorso a fondi pubblici (3,7%). Da segnalare, inoltre, il 14,9% che non considera ancora prioritario investire in questo ambito.

Nel complesso, l’intelligenza artificiale nel trasporto si configura come una trasformazione annunciata ma ancora agli inizi: percepita come inevitabile, ma solo parzialmente tradotta in applicazioni concrete.


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