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La denuncia degli autisti: «Traghetti per la Sardegna senza distanziamento. La nostra salute a rischio»

Distanziamento sociale ben al di sotto delle soglie di sicurezza previste (in quattro in cuccette da 16 mq), controlli inesistenti e navi sovraffollate. La situazione sulle navi da e per la Sardegna rischia di mettere a repentaglio la salute degli autotrasportatori che chiedono il rispetto delle normative sanitarie anti Covid

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Le procedure delle compagnie di navigazione prevedono la possibilità di ottenere una cabina a uso esclusivo. Ma questa possibilità agli autisti, almeno d’estate, viene preclusa. Lo scorso anno, invece, veniva concessa dietro pagamento di un sovrapprezzo

Costretti a viaggiare stipati in quattro in cabine di 16 metri quadri senza il mantenimento delle distanze di sicurezza. È questa la situazione che gli autotrasportatori che percorrono le tratte da e verso la Sardegna si trovano a dover affrontare ogni giorno a causa del boom di turisti nei mesi estivi. «Stiamo subendo gravissimi disagi, su tutte le tratte e con tutte le compagnie di navigazione» denunciano Antonio Mauro, entrambi autotrasportatori sardi che percorrono abitualmente la tratta Olbia-Livorno. «Il problema sta coinvolgendo tutto il settore dell’autotrasporto impegnato nei vari collegamenti Livorno-Olbia, Genova-Porto Torres, Genova-Olbia, Civitavecchia-Olbia, Civitavecchia-Porto Torres e viceversa con le compagnie Grimaldi, Moby Lines e Tirrenia». 

I disagi sono cominciati lo scorso maggio, quando con l’arrivo della bella stagione le compagnie di navigazione hanno iniziato a riservare la maggior parte delle cuccette ai turisti – che pagano naturalmente un prezzo superiore rispetto agli autisti – stipando invece questi ultimi in cabine da quattro persone dove la distanza di sicurezza prevista di almeno un metro non viene rispettata: «Lo spazio tra i letti è di circa 70 cm, senza contare che è presente un solo bagno per tutti gli ospiti da condividere con colleghi che non conosciamo» spiega Antonio.

Le prescrizioni di sicurezza richieste a tutti i passeggeri dalle compagnie di navigazione. In qualche caso diventano però impraticabili

La situazione non è nuova per gli autisti che già l’estate scorsa avevano dovuto fare i conti con la carenza di posti letto sui traghetti diretti verso l’isola. «Se prima avevamo la possibilità di dormire in cabine singole o doppie scegliendo il collega con cui fare coppia, a partire dall’anno scorso questa possibilità ci è stata negata dalle compagnie che assegnano quante più cabine possibile ai turisti, dimenticandosi che noi autotrasportatori siamo lì per lavorare e non possiamo mettere a rischio la nostra salute. L’anno scorso al termine della stagione ci siamo fatti sentire e così ci era stata data la possibilità di viaggiare individualmente pagando un sovrapprezzo di 24,90 euro + IVA a testa. Abbiamo accettato, nonostante i costi già elevati, pur di viaggiare in sicurezza». Da qualche mese, però, questa possibilità è stata negata agli autotrasportatori e la situazione è tornata a essere quella di un anno fa. Una situazione che rischia di mettere a rischio la salute degli autisti nonostante le promesse delle compagnie di garantire ai lavoratori della logistica gli spazi adeguati in cabina. «Per non parlare del fatto che le navi viaggiano sovraffollate, senza alcun controllo del rispetto delle norme sanitarie. Il periodo estivo è normale che preveda un aumento del flusso dei turisti, non abbiamo nulla contro il turismo, ma il nostro lavoro e la nostra salute devono essere tutelati. Non si può andare avanti così. Chiediamo che le compagnie rispettino le promesse fatte garantendoci il distanziamento di almeno in metro in cabina, il che significa assegnare cabine individuali o doppie. Siamo disposti a pagare il sovrapprezzo così come abbiamo fatto l’anno scorso pur di salvaguardare la nostra salute, ma questa possibilità non ci può essere negata».

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