Dopo l’incontro di ieri al ministero delle Infrastrutture e Trasporti tra le associazioni dell’autotrasporto e il Governo per trovare soluzioni dopo l’impennata dei prezzi dei carburanti, arriva oggi l’ira del ministro Matteo Salvini contro le speculazioni “in atto a danno di cittadini e trasportatori” che porterebbero ad “aumenti ingiustificati del prezzo della benzina e del gasolio”. Per far fonte a questa situazione, una nota asciutta di Porta Pia annuncia l’invio di lettere alle compagnie petrolifere convocate a Milano per mercoledì 18 marzo. “Questa mattina Salvini – informa la nota – si è confrontato a lungo con i tecnici del ministero e del settore e ha posto l’accento sulla speculazione in atto”.
La decisione di mettere intorno a un tavolo le compagnie petrolifere arriva in un momento delicato sul fronte europeo dove si sta giocando la carta dell’ETS, con la richiesta italiana di congelare il meccanismo di scambio delle emissioni di Co2 e la possibilità di ritoccare d’urgenza la normativa sugli aiuti di stato per concedere sostegno al sistema economico che si trova a combattere con i prezzi shock dei carburanti, in linea peraltro anche con le richieste che le associazioni dell’autotrasporto hanno portato ieri all’incontro al MIT.
Secondo le prime indiscrezioni, però, la partita sull’Ets si farebbe sempre più dura. Molto di più si capirà tra lunedì e martedì durante gli incontri dei ministri dell’Ambiente e dell’Energia in preparazione del vertice Ue del 19 e 20 marzo. Già otto governi – Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Slovenia, Spagna e Portogallo – hanno respinto la richiesta avanzata da Giorgia Meloni di congelare il meccanismo, almeno sul fronte del termoelettrico, per alleggerire il peso del caro energia sull’industria. Ma è probabile che le trattative non ruoteranno tanto attorno all’ipotesi di archiviare l’Ets, quanto sui margini per ritoccarla in nome della competitività senza scardinarne l’impianto.
Notizie migliori invece sul fronte delle misure d’emergenza per contenere il rialzo dei prezzi. La Commissione Ue non escluderebbe forme di flessibilità legate alla concessione di sostegni al sistema economico. Si punterebbe a una nuova revisione del quadro sugli aiuti di Stato all’industria, che von der Leyen sarebbe pronta a portare sul tavolo dei leader, adattando ai tempi le ultime norme varate nel giugno 2025.


