«Una soddisfazione che mi sono presa con questo lavoro è aver acquisito più sicurezza in me stessa, come persona e come professionista». La voce di Anna apre il quarto e ultimo episodio di «Strade Pari – Viaggio nell’equità di genere nel trasporto», la miniserie prodotta da K44 in collaborazione con AEV.
Dopo aver raccontato la storia del settore, le esperienze delle donne che ci lavorano e le barriere ancora presenti, questo episodio guarda avanti: quali sono le soluzioni? E cosa significa davvero costruire un ecosistema del trasporto più equo e sostenibile?
Secondo lo studio europeo Women in Transport, pubblicato nel 2025, il cambiamento passa da azioni concrete che coinvolgono sia il pubblico sia il privato. Dal lato delle politiche pubbliche, incentivi e sgravi per la formazione possono facilitare l’ingresso delle donne nel settore: in paesi come Germania e Svezia, ad esempio, fino al 50% dei costi sostenuti dalle aziende per formare nuove autiste viene rimborsato. Dal lato delle imprese, invece, la trasformazione riguarda l’organizzazione del lavoro: maggiore flessibilità negli orari, programmi di welfare, servizi di supporto alla genitorialità e ambienti di lavoro più inclusivi.
È in questa direzione che alcune aziende stanno iniziando a muoversi. Come AEV, che negli ultimi anni ha affiancato agli investimenti tecnologici e ambientali un’attenzione crescente alla formazione, alla sicurezza e al benessere delle persone. Perché costruire un settore più sostenibile significa anche creare le condizioni affinché sempre più persone possano immaginarsi alla guida di questo cambiamento.


