C’è un indicatore che nessun bilancio registra ma che pesa quanto un conto economico: l’età di chi guida le aziende. Nell’autotrasporto, quell’età media è oggi 55,4 anni. Dieci anni fa era 52,8. Non è un invecchiamento fisiologico: è il segnale di una categoria che non riesce ad attrarre nuove energie e che vede uscire, senza rimpiazzo, la fascia più produttiva della sua classe imprenditoriale. I numeri di Unioncamere sono eloquenti.
Tra il 2015 e il 2025, le cariche registrate nelle imprese di trasporto merci sono diminuite di 21.022 unità (–15,6%). Di chi si è allontanato, 28.486 avevano tra i 30 e i 55 anni: non pensionati, non titolari in uscita per fine carriera, ma imprenditori nel pieno dell’attività che hanno scelto di fare altro. Ancor più netto il crollo tra i titolari di imprese individuali: 23.071 in meno in dieci anni, il 41% del totale, di cui 21.298 nella fascia 30-60 anni. A fare da contraltare, una curiosità che dice molto sullo stato del settore: restano alla guida delle loro aziende 1.218 imprenditori e 231 titolari ultranovantenni.
Il ricambio non è arrivato, così ci si tiene stretti chi c’è. L’unica eccezione sono gli imprenditori stranieri. Le 9.737 imprese guidate da titolari non italiani sono cresciute del 28,9% in dieci anni: erano 7.556 nel 2015. Una dinamica che non solo compensa in parte il calo complessivo, ma introduce anche un elemento di trasformazione nel tessuto imprenditoriale del settore.
Se si guarda alla distribuzione per nazionalità – limitata alle imprese per cui è disponibile il dato di nascita del titolare – emerge anche un cambiamento nella geografia imprenditoriale (vedi tabella più sotto). Se nel 2015 al primo posto si trovavano i marocchini, oggi la leadership è passata ai rumeni, con 1.050 imprese. Seguono albanesi (591), moldavi (561) e pakistani (499). Una classifica che riflette i flussi migratori degli ultimi anni e, allo stesso tempo, la capacità di alcune comunità di radicarsi economicamente nel settore del trasporto.
Ma il dato più interessante non è solo quantitativo. È qualitativo. Le nuove imprese straniere nascono sempre più spesso sotto forma di società di capitali, cresciute del 303,6% nel periodo considerato. Aumentano anche consorzi (+215,2%) e cooperative (+200%). Non si tratta quindi più soltanto di microimprese individuali o di padroncini: sta emergendo una componente imprenditoriale che costruisce strutture più articolate, con una visione di sviluppo e una maggiore capacità organizzativa.
Di questo argomento e di molto altro parliamo nel volume «100 numeri per capire l’autotrasporto», che sarà presentato in anteprima al Transpotec di Milano il 15 maggio, alle ore 14, nella Transpotec Arena.

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