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22%: è la percentuale di autisti europei che guida in modo pericoloso per recuperare ritardi dovuti alla tecnologia

Secondo la ricerca SOTI «The Road Ahead: Driving Digital Transformation in T&L», condotta su 1.700 lavoratori del settore trasporti e logistica in 10 Paesi, i problemi ai dispositivi mobili stanno diventando un fattore critico per la sicurezza. In Europa oltre 1 autista su 5 confessa di adottare una guida azzardata per recuperare il tempo perso, mentre quasi la metà segnala elevati livelli di stress legati ai malfunzionamenti

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Nel settore dei trasporti e della logistica, la tecnologia è diventata uno strumento essenziale per la gestione delle attività quotidiane. Lo dimostra il fatto che la maggior parte dei professionisti europei utilizza quotidianamente la tecnologia mobile fornita dal proprio datore di lavoro, con più della metà (62%) di essi cheusa lo smartphone aziendale ogni giorno e il 16% alcune volte a settimana. Tuttavia i problemi di funzionamento e i conseguenti tempi di inattività di questi dispositivi possono non solo compromettere la puntualità delle consegne e l’efficienza operativa, ma avere anche conseguenze pericolose per la salute e la sicurezza dei lavoratori del settore.

È quanto emerge dal report «The Road Ahead: Driving Digital Transformation in T&L», pubblicato nei giorni scorsi da SOTI, azienda canadese che si occupa di gestione della mobilità aziendale. La ricerca, condotta su 1.700 lavoratori del settore trasporti e logistica in 10 Paesi (di cui 900 in Europa, tra Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svezia), evidenzia come problemi tecnici e tempi di inattività dei dispositivi mobili possano incidere direttamente sul comportamento degli autisti e sulle condizioni di lavoro.

Quando la tecnologia si ferma, il 28% non sa cosa fare

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’impatto diretto dei malfunzionamenti sul comportamento degli autisti. Quando i dispositivi smettono di funzionare, gli operatori possono perdere l’accesso a informazioni fondamentali, come gli indirizzi dei clienti o il supporto in tempo reale.

Di fronte a queste difficoltà, molti lavoratori si trovano in difficoltà: il 28% dichiara di non riuscire a identificare il problema o a sapere come intervenire, mentre una quota identica (28%) segnala la mancanza di accesso immediato a supporto IT o strumenti di formazione durante il viaggio.

Inoltre, più di un quarto dei lavoratori europei (26%) inizia il turno con dispositivi non pronti all’uso, scarichi, smarriti o non collocati correttamente, aggravando ulteriormente la situazione.

Il dato più allarmante: guida pericolosa per recuperare i ritardi

La combinazione tra malfunzionamenti e pressione operativa porta a conseguenze dirette sulla sicurezza stradale. Una volta risolti i problemi tecnici, molti autisti cercano di recuperare il tempo perso per rispettare le scadenze di consegna. Secondo il report, il 22% dei conducenti europei ammette di superare i limiti di velocità o adottare comportamenti di guida rischiosi per compensare i ritardi accumulati.

Si tratta di un dato significativo e preoccupante, che evidenzia come la gestione della tecnologia non sia più soltanto una questione operativa, ma un elemento chiave per la sicurezza sulle strade.

Lo stress come fattore di rischio nascosto

Oltre ai rischi fisici, emergono anche importanti implicazioni sul piano psicologico. Quasi la metà dei lavoratori europei, pari al 46%, dichiara di sentirsi stressata a causa dei tempi di inattività dei dispositivi.

Il livello di stress varia sensibilmente tra i diversi Paesi: il Regno Unito registra la percentuale più elevata, con il 57% degli autisti agitati e tesi, seguito dalla Germania con il 49%, dalla Svezia con il 46%, dalla Francia con il 41% e dai Paesi Bassi con il 36%.

Affidabilità tecnologica: una nuova priorità per la sicurezza

I risultati della ricerca, diffusi in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, sottolineano un cambiamento di prospettiva: l’affidabilità dei dispositivi non può più essere considerata un semplice tema IT, ma deve essere vista come una componente fondamentale della sicurezza sul lavoro. SOTI conclude che garantire che gli autisti inizino ogni turno con strumenti perfettamente funzionanti e supportati può contribuire a ridurre lo stress, limitare comportamenti rischiosi e migliorare complessivamente le condizioni di lavoro.

In questo contesto, possono giocare un ruolo decisivo soluzioni come l’Enterprise Mobility Management (EMM), ovvero l’insieme di tecnologie, processi e politiche software utilizzato dalle aziende per gestire, proteggere e monitorare i dispositivi mobili (smartphone, tablet, laptop) e le applicazioni aziendali.

Una maggiore integrazione di questi sistemi consente di migliorare l’affidabilità dei dispositivi, offrire supporto remoto immediato e ridurre i tempi di inattività. Inoltre non solo viene aumentata l’efficienza operativa, ma anche rafforzata la sicurezza fisica e psicologica dei trasportatori, contribuendo a ridurre i rischi evitabili sulle strade europee.


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