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Autotrasporto: i numeri che non tornano

Dieci aziende fanno un terzo del mercato, le PMI arretrano e l’età degli imprenditori sale. Tra regole che cambiano e costi sotto pressione, il settore non è in crisi: è in tensione. E deve decidere cosa diventare

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Il filo che tiene insieme questa newsletter è fatto di numeri. Ma stavolta è reso particolarmente resistente dal fatto di attingerli all’interno di un volume — 100 Numeri per capire l’autotrasporto — che cerca di mettere a fuoco qualcosa che si muove. Perché le aziende crescono e si concentrano, tanto che un manipolo di esse fattura ormai per oltre un terzo dell’intero settore. Chi sono? Ve ne scopriamo per ora soltanto la crema: le prime dieci, setacciate attraverso il fatturato. In cima c’è BRT, unica realtà del comparto oltre il miliardo — 1,9 miliardi di euro — seguita da Arcese Trasporti e Stef Italia quasi appaiate intorno ai 585 milioni, e poi dal Gruppo Executive, Zenit, Dachser & Fercam Italia, Italtrans, Arco Spedizioni, SDM e SGL. Dieci nomi, dieci modelli industriali diversi, un denominatore comune: la capacità di crescere, o almeno resistere, mentre il mercato cambiava. Una fotografia che vale la pena guardare non per celebrare i vincitori, ma per capire quali scommesse hanno funzionato e perché.

Tutto il resto del panorama è più complicato. L’unico trend controcorrente tra le piccole imprese viene dalle imprese a guida straniera in Italia, cresciute del 28,9% in dieci anni e sempre più spesso organizzate in forme societarie strutturate. Tutt’altro che microimprese individuale. Per il resto, la preoccupazione è concreta: l’età media di chi guida le imprese di autotrasporto è 55,4 anni, contro i 52,8 di dieci anni fa. In mezzo ci sono quei 28.000 imprenditori tra i 30 e i 55 anni che hanno scelto di fare altro — probabilmente stanchi, o troppo poco attratti da un settore che per cambiare ha dovuto aspettare la Procura di Milano.

Soltanto dopo quelle inchieste, infatti, qualcuno ha cominciato a capire che nei tender era necessario abbandonare la tariffa a corpo per lasciare spazio a un breakdown analitico dei costi, dove la voce manodopera deve avere un peso obbligato, non certo inferiore al 45% dell’offerta complessiva. Scendere sotto quella soglia fa scattare un campanello d’allarme. Il professor Massimo Campailla, intervistato nel volume e presente al lancio dei «100 Numeri» di Milano, aggiunge un ulteriore livello di complessità: la Cassazione tende sempre più a riqualificare il contratto di trasporto come contratto di appalto, con tutto ciò che ne consegue sul piano della responsabilità solidale. Non è una disputa accademica: è un rischio concreto per chi commissiona servizi senza fare i conti fino in fondo.

È curioso, infine, constatare che mentre i committenti nei tender chiedono veicoli sempre più evoluti e a basso impatto ambientale, per strada circolano camion con un’età media che raggiunge i 19,8 anni, per la precisione. Una distanza tra tecnologia e mercato, tra innovazione e quotidianità, che fa pensare. E che al Transpotec di Milano, dal 13 maggio, sarà particolarmente visibile: da una parte gli stand con le ultime novità dei costruttori, dall’altra la realtà di un parco circolante che rinnova se stesso con il contagocce.

Ed è proprio in questo contesto che Sara Quotti Tubi, responsabile di Transpotec Logitec, ci parla di una fiera che non può più permettersi di essere solo una vetrina. Il gasolio extrarete è sceso di quasi venti centesimi rispetto al picco di inizio aprile, ma resta ancora 23 centesimi sopra ai livelli precedenti al conflitto in Iran. E quando il mercato è sotto pressione — sui costi, sui margini, sulla tenuta delle filiere — l’incontro fisico tra operatori, costruttori, istituzioni e ricerca non è un lusso: è uno strumento. Forse l’unico in grado di trasformare l’ansia del presente in progetto per il futuro.

Innovare in autotrasporto non è mai solo una questione di tecnologia. È una questione di persone, di contratti, di regole, di capitali, di fiducia. I numeri di questa newsletter non raccontano un settore in crisi. Raccontano un settore in tensione, tra ciò che era e ciò che deve diventare. La tensione, a differenza della crisi, contiene ancora una direzione.

Cercheremo di leggerla insieme, il 15 maggio alle ore 14, nella Transpotec Arena, padiglione 14. Vi aspettiamo!


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