Nei quattro giorni di apertura, il SaMoTer – il Salone internazionale triennale dedicato alle macchine da costruzione organizzato da Veronafiere – ha registrato 42mila operatori professionali provenienti da 78 Paesi, superando i risultati dell’edizione 2023 che aveva contato 41mila visitatori in cinque giornate di manifestazione.
Un dato che evidenzia l’efficacia di un format più compatto, pensato per rispondere in maniera più diretta alle esigenze delle aziende espositrici e degli operatori del settore.
Un’offerta che copre tutta la filiera
A trainare il successo della rassegna è stata soprattutto la crescita della partecipazione internazionale, aumentata del 38% rispetto alla precedente edizione. Un risultato che testimonia il rafforzamento del posizionamento di SaMoTer nei mercati strategici del construction equipment e la crescente attrattività del sistema italiano delle costruzioni. Anche la superficie espositiva ha mostrato un deciso incremento, raggiungendo i 52mila metri quadrati distribuiti tra sei padiglioni e tre aree esterne, con un aumento del 20%.
Complessivamente sono stati presenti 526 espositori, di cui 124 provenienti dall’estero e rappresentativi di 22 Paesi. Nei padiglioni di Verona sono tornati tutti i principali costruttori mondiali del comparto, con un’offerta capace di coprire l’intera filiera: macchine movimento terra, sollevamento, demolizione, perforazione, frantumazione, macchine stradali, veicoli per cava e cantiere, tecnologie per il calcestruzzo, attrezzature, componentistica, ricambi e servizi logistici.
Il peso economico del settore
La manifestazione arriva in una fase particolarmente significativa per il mercato italiano delle macchine per costruzioni, un comparto che oggi vale circa 6 miliardi di euro di fatturato complessivo. Di questi, 4 miliardi derivano direttamente dalla produzione industriale nazionale, mentre circa il 70% delle macchine prodotte in Italia viene esportato all’estero. La filiera occupa 6mila addetti diretti e genera complessivamente circa 85mila posti di lavoro considerando l’indotto.
I dati economici confermano la solidità del settore nonostante un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezze. Nel 2025 le esportazioni italiane di macchine per costruzioni hanno raggiunto i 3,2 miliardi di euro, con una lieve flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Più sostenuta invece la crescita delle importazioni, salite del 6,1% oltre quota 2,3 miliardi di euro. Nonostante ciò, la bilancia commerciale resta ampiamente positiva, con un avanzo superiore ai 900 milioni di euro.
Sul fronte interno, il mercato italiano ha raggiunto nel 2025 quota 26mila macchine vendute, quasi il doppio rispetto alle 13.500 unità registrate nel 2017. Dopo il forte sviluppo degli ultimi anni, il 2026 dovrebbe segnare una fase di normalizzazione: le previsioni indicano infatti una lieve contrazione a circa 25.500 unità. Nel primo trimestre dell’anno sono state immesse sul mercato 4.358 macchine, con una flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Secondo Luca Nutarelli, direttore di Unacea, «il rallentamento dei primi mesi dell’anno è stato influenzato soprattutto dall’incertezza legata agli incentivi Transizione 5.0 e dalla fine della clausola ‘made in Europe’, mentre una parte significativa delle immatricolazioni ha riguardato le flotte del noleggio, contribuendo a contenere il calo del mercato». Il settore guarda ora con attenzione all’attivazione della piattaforma per l’accesso agli incentivi, ritenuta fondamentale per riportare la domanda sui livelli fisiologici raggiunti negli ultimi anni.
In questo scenario, SaMoTer si conferma non soltanto una vetrina commerciale, ma anche un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del mercato europeo delle costruzioni. L’Italia, oggi terzo mercato europeo per volumi di vendita dopo Germania e Regno Unito con una quota pari al 15%, punta sempre di più su innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e nuove tecnologie per rafforzare la competitività delle imprese e consolidare la presenza sui mercati internazionali.


