Nell’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi il governo ha messo sul tavolo le misure che l’autotrasporto chiedeva per alleggerire l’impatto del caro-gasolio: 300 milioni di credito d’imposta, procedure più rapide per i rimborsi delle accise e il rinvio di versamenti fiscali e contributivi. In mezzo a questi interventi è però comparsa una promessa meno evidente ma potenzialmente più significativa: il ritorno della Consulta dell’autotrasporto e della logistica. Una scelta curiosa, perché sposta il confronto dall’emergenza alle politiche di lungo periodo. Per fare cosa? Su quali temi? E soprattutto: può diventare uno strumento utile per affrontare i problemi strutturali del settore o rischia di essere soltanto un ritorno al passato? Per cercare una risposta abbiamo chiesto un contributo a Clara Ricozzi, segretario generale della Consulta tra il 2010 e il 2012, prima della soppressione. Il suo intervento invita a guardare oltre la nostalgia