La deputata del PD Debora Serracchiani ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri Matteo Salvini(Infrastrutture e Trasporti) e Giancarlo Giorgetti (Economia) per fare chiarezza sugli incentivi introdotti dal DL 33/2026a favore delle imprese di autotrasporto. La misura prevede un credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e una riduzione delle accise, ma resta di fatto bloccata per i ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi.
Quale situazione giudica pregiudizievole per le aziende?
Serracchiani denuncia una situazione allarmante per le imprese. I ritardi burocratici nell’attuazione del credito d’imposta rischiano di aggravare la già critica crisi di liquidità, proprio mentre i prezzi dei carburanti continuano a salire.
Un problema particolarmente grave riguarda le aziende che hanno investito per modernizzare il parco veicolare con motori Euro V ed Euro VI o a trazione alternativa. Per queste imprese, la riduzione generalizzata delle accise può annullare i benefici già previsti, generando quello che Serracchiani definisce un “effetto beffa”.
A questa difficoltà si sommano l’instabilità dei mercati energetici, le tensioni internazionali e la frammentazione degli interventi, che impediscono una pianificazione industriale efficace e favoriscono la concorrenza sleale degli operatori esteri. Molti piccoli autotrasportatori, sottolinea la deputata, stanno ormai operando come «ammortizzatori finali» della catena logistica, con rincari stimati fino a 12.000 euro annui per mezzo e margini ridotti all’osso.
Che correttivi propone Serracchiani?
Per evitare che le imprese più virtuose siano danneggiate, Serracchiani suggerisce interventi concreti e mirati.
- Il primo è la «sterilizzazione» del meccanismo: il credito d’imposta deve essere aggiuntivo e non sostitutivo rispetto ai benefici già spettanti per i veicoli meno inquinanti.
- Il secondo riguarda la rapidità dei tempi: i decreti attuativi devono essere emanati rapidamente per rendere operativo il beneficio.
- Il terzo consiste in chiarimenti normativi o interpretativi sul calcolo del prezzo di riferimento nei contratti di trasporto, così da evitare che il vantaggio fiscale venga assorbito dai committenti.
- Infine, Serracchiani propone di valutare eventuali deroghe ai limiti de minimis europei, per consentire anche alle imprese che hanno già investito nella modernizzazione della flotta di usufruire degli incentivi.
Su quali punti interroga il Governo?
L’interrogazione chiede risposte precise ai ministri Salvini e Giorgetti su quattro fronti principali:
- I tempi certi per l’emanazione del decreto attuativo del DL 33/2026;
- I correttivi tecnici per garantire la sterilizzazione del meccanismo;
- Eventuali deroghe ai limiti de minimis;
- Chiarimenti sul calcolo del prezzo di riferimento per le clausole di adeguamento carburante nei contratti.
Serracchiani conclude sottolineando che senza interventi rapidi la crisi di liquidità potrebbe travolgere le piccole e medie imprese del settore, penalizzando chi ha investito nella sostenibilità e nella modernizzazione della flotta.
«È ora di sbloccare l’impasse sul DL Carburanti – avverte la deputata – tempi certi e rapidi sono indispensabili per salvaguardare le imprese più virtuose e garantire la continuità del settore».


