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Veicoli industriali, il mercato chiede i pesanti: +7,6% le immatricolazioni ad aprile

In complesso il segmento registra una flessione dell’1,5% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre dall’inizio dell’anno s’intravede una crescita del 4,1% rispetto al primo quadrimestre 2025. Crescono solo le immatricolazioni dei veicoli con massa superiore alle 16 tonnellate. I mezzi fino a 6 tonnellate sono in caduta libera: -75,8%. Mercato vitale per i trattori stradali, ma pesano le incertezze legate alle crisi internazionali

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Il mercato dei veicoli industriali registra ad aprile una flessione del -1,5%, con 2.310 unità immatricolate rispetto alle 2.345 registrate nello stesso mese del 2025. L’andamento è disomogeneo tra i segmenti: i veicoli pesanti, con massa pari o superiore a 16 t, crescono del +7,6%, spinti in particolare dai trattori stradali (+14,8%), nonostante una lieve contrazione dei carri (-1,6%). Le altre fasce di peso mostrano trend negativi: i veicoli leggeri (da 3,51 a 6 t) registrano una forte contrazione del -75,8%, mentre i mezzi con massa compresa tra 6,01 e 15,99 t flettono del 3,7%. Dall’inizio dell’anno, il mercato ha fatto registrare 9.841 immatricolazioni, con un incremento complessivo del +4,1% rispetto ai 9.450 del primo quadrimestre 2025. 

“Il mercato mostra segnali di vitalità nel segmento dei trattori stradali, confermando la volontà delle imprese di investire nell’ammodernamento delle flotte. Tuttavia, le tensioni geopolitiche, incidendo sui prezzi dell’energia, aumentano i costi di gestione delle aziende e alimentano un clima di incertezza. In questo contesto, il Fondo pluriennale da 590 milioni di euro, destinato al ricambio dei veicoli nel quinquennio 2027-2031, potrà contribuire a sostenere la programmazione degli investimenti del settore. Auspichiamo che il provvedimento attuativo confermi integralmente lo stanziamento, evitando un dirottamento delle risorse verso misure emergenziali legate al caro carburanti. Inoltre, evidenziamo la necessità di destinare una quota prioritaria ai veicoli a zero emissioni superiori a 16 t, garantendo l’efficacia degli incentivi per la decarbonizzazione del parco veicolare pesante”, dichiara Giovanni Dattoli, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE.

Insufficiente la riduzione delle accise

Le recenti misure del Governo – si legge nella nota di Unrae – per la riduzione generalizzata delle accise mirano a contenere l’impatto della crisi internazionale sui prezzi energetici per cittadini e imprese. Si tratta però di interventi emergenziali e trasversali che, pur richiedendo ingenti risorse pubbliche, non incidono in modo efficace sui costi dell’autotrasporto. 

In questa prospettiva, UNRAE ritiene che eventuali futuri sostegni al settore, comunque necessari nell’attuale fase emergenziale, debbano essere indirizzati in modo mirato verso i veicoli più moderni Euro VI ad alimentazione tradizionale o alternativa. Coerentemente, andrebbe superata l’estensione del rimborso delle accise sul gasolio commerciale anche ai veicoli Euro V, che rischia di mantenere un beneficio per mezzi con quasi 20 anni di età. 

Interventi mirati per abbassare i costi

“Sostenere l’acquisto dei veicoli è necessario, ma non sufficiente: per accompagnare davvero la transizione occorrono interventi mirati anche sui costi operativi che gravano sulle imprese di autotrasporto”, aggiunge il Presidente Dattoli. “Energia, pedaggi e infrastrutture rappresentano leve decisive per la competitività. In questo quadro, il ritardo dell’Italia nel recepimento della Direttiva Eurovignette, che consentirebbe di modulare i pedaggi in funzione delle emissioni dei veicoli, priva il settore di un incentivo concreto”. 

“A livello europeo, il meccanismo temporaneo quinquennale approvato da Parlamento e Consiglio – che consentirà ai Costruttori di veicoli pesanti di accumulare crediti emissivi prima del 2030 – può contribuire a dare maggiore gradualità al percorso, ma non rappresenta una deroga: i target di riduzione della CO2 restano invariati. Auspichiamo quindi che la revisione normativa prevista per il prossimo anno introduca una flessibilità concreta, evitando sanzioni a carico di Aziende che hanno già investito ingenti risorse per la commercializzazione di veicoli a zero emissioni”, conclude Dattoli. 

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