Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneInchiestaLe voci nascoste dei costi aziendali: tutto quello che l'autotrasporto non vede

Le voci nascoste dei costi aziendali: tutto quello che l’autotrasporto non vede

Per anni il dibattito sull’autotrasporto si è concentrato quasi esclusivamente sul gasolio e sui costi «visibili» del TCO. Ma sotto la superficie si accumulano inefficienze invisibili: attese, code, ritardi e frizioni logistiche che erodono i margini

-

Ogni volta che l’autotrasporto si siede a un tavolo di confronto, il discorso finisce sul gasolio. Ed è comprensibile: il carburante pesa e ha sempre pesato. Molte conquiste del settore nascono infatti all’ombra di fiammate dei prezzi alla pompa. Esemplare la legge 133/2008, art. 83-bis, nata quando il gasolio passò in pochi mesi da 1,17 a 1,53 euro al litro, massimo storico dell’epoca. Eppure la domanda resta: siamo sicuri che il problema sia solo lì?

Le tabelle dei costi di esercizio del ministero, usate come riferimento da imprese e committenti, raccontano una realtà semplice: personale, carburante, veicolo, poi pneumatici, assicurazioni, manutenzioni, pedaggi. Tutto corretto e misurabile. Ma il trasporto reale non vive solo nelle tabelle: vive nelle attese alle banchine, nelle code in tangenziale, nei valichi alpini che rallentano o interrompono i flussi, nei viaggi non completati, nei pallet persi, nelle inefficienze amministrative, nei pagamenti in ritardo, nei mezzi fermi. Sono costi che raramente entrano nelle statistiche, ma esistono, pesano ed erodono margini. L’autotrasporto italiano convive da anni con redditività medie del 3-4%, troppo basse per investire con continuità, rinnovare flotte, sostenere la transizione e valorizzare il lavoro.

La domanda cambia allora prospettiva: quanto varrebbe ridurre questa massa di costi sommersi? Forse molto più di qualche centesimo sul gasolio. Perché il vero iceberg è sotto la superficie: una massa nascosta che pochi misurano e quasi nessuno governa. Oggi però gli strumenti esistono. Digitalizzazione, dati e sistemi gestionali permettono di vedere con precisione ciò che prima era invisibile: dove si perdono minuti, chilometri e marginalità. E di attribuire un costo alle inefficienze per intervenire. Significa passare dalla gestione dei camion alla gestione dell’impresa. Un salto culturale prima ancora che tecnologico: smettere di guardare solo le voci evidenti e misurare ciò che sta sotto la linea di galleggiamento.

È da qui che parte la nostra inchiesta contenuta all’interno del numero di maggio/giugno di Uomini e Trasporti: un viaggio nei costi invisibili di logistica e trasporto – congestione dei valichi, attese improduttive, inefficienze distributive, ritardi nei pagamenti, occasioni mancate dell’intermodalità – che ogni giorno sottraggono valore a un settore essenziale. Perché capire dove si disperdono i margini è il primo passo per recuperarli. E perché il futuro dell’autotrasporto non dipende solo dal gasolio, ma dalla capacità di misurarsi e governarsi.


Leggi gli articoli dell’inchiesta:

Sfoglia il numero di maggio/giugno 

Abbonati alla rivista: https://www.uominietrasporti.it/abbonamento/

-

close-link