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Codice della strada, la FAI frena la riforma: «Servono correttivi prima che diventi legge. Potrebbe fare più danni del caro gasolio»

La federazione denuncia un confronto insufficiente con l’autotrasporto e avverte che alcune disposizioni potrebbero «paralizzare il settore». Uggè non indica quali norme contesta: per capire la portata dell’allarme occorre distinguere le anticipazioni sul nuovo Codice dal testo che sarà effettivamente approvato

Il gasolio alle stelle rende più conveniente il prezzo dell’elettrico. Anche senza farlo costare meno

Per anni il limite dell’elettrico è stato il prezzo. Ma mentre batterie e veicoli diventano progressivamente meno costosi, il diesel sta correndo nella direzione opposta. Nelle flotte aziendali europee il TCO delle BEV è già competitivo in molti mercati e in Italia un’elettrica compact può costare oltre 170 euro al mese meno di una diesel. E sui camion basta cambiare poche variabili perché il punto di pareggio si sposti. Il caro gasolio potrebbe fare alla transizione ciò che incentivi e divieti non sono ancora riusciti a fare: trasformare l’elettrico da scelta ambientale a scelta economica

Il gasolio alle stelle rende treno e nave più convenienti

Più aumenta il gasolio, meno chilometri servono perché ferrovia, intermodalità e short sea shipping diventino alternative economicamente interessanti al tutto-strada. Negli USA Union Pacific vede già merci passare dai camion ai treni. In Europa un trasporto Amburgo-Norimberga di appena 600 km ha risparmiato il 20% passando alla ferrovia. E con il gasolio europeo cresciuto del 27% in un anno (IRU) e quello italiano del 35% (Uniontrasporti), la vecchia geografia della convenienza modale viene ridisegnata

Logistica e formazione: quali strategie per rendere più attrattivo il settore? Appuntamento a Roma il 6 ottobre alla Camera dei Deputati

La logistica continua a crescere e a generare nuove opportunità di lavoro, ma le imprese faticano a trovare le professionalità di cui hanno bisogno....

Gasolio, è cambiata la mappa: da dove arriva e perché costa tanto quello che mettiamo nei serbatoi

Prima la Russia, poi il Medio Oriente, adesso sempre più Stati Uniti e India. In appena quattro anni l’Europa ha ridisegnato la geografia delle proprie forniture di gasolio, sostituendo rotte di pochi giorni con viaggi che possono durare settimane. E proprio mentre una parte della capacità mondiale di raffinazione è fuori gioco, anche il nuovo sistema di approvvigionamento mostra tutta la sua fragilità. Ecco perché dietro i prezzi record non c’è soltanto il petrolio

Diesel Euro 5, rinviato al 2027 lo stop. Il decreto salva anche 200 mila veicoli commerciali nel Bacino Padano

Il Consiglio dei ministri sposta dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 il termine per le limitazioni strutturali ai diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La proroga riguarda esplicitamente anche i veicoli merci N1, N2 e N3: secondo il MIT sono circa 200 mila quelli ancora in circolazione nel Bacino Padano. Ma il quadro resta affidato anche alle scelte delle singole Regioni.

Dai chip ai data center, nasce la logistica dell’AI. Amazon si lega a Kuehne+Nagel

Amazon affida al gruppo svizzero un ruolo strategico nell’espansione mondiale delle infrastrutture AWS e gli concede una prospettiva di ricavi che, secondo una fonte citata da Reuters, potrebbe passare dalle centinaia di milioni attuali a diversi miliardi di dollari. Dietro l’accordo c’è un mercato nuovo: server e rack sempre più pesanti, costosi e delicati devono viaggiare dalle fabbriche ai data center seguendo tempi e procedure rigidissimi. Perché anche l’intelligenza artificiale, prima di finire nel cloud, deve salire su aerei e camion.

Gasolio, l’emergenza non finisce qui: scorte ai minimi anche nel 2027. E l’Europa cerca ripari

Reuters avverte che la carenza mondiale di diesel potrebbe protrarsi nel 2027. Guerre, raffinerie sotto pressione e flussi dal Medio Oriente dimezzati hanno svuotato gli stoccaggi e portato i prezzi a livelli record. Per l’autotrasporto europeo il problema è ormai comune, ma le risposte restano nazionali: dalla compensazione italiana ai 20 centesimi spagnoli, mentre Francia, Germania e Polonia cercano strade diverse.